Avanti tutta col riciclo!

Avanti tutta col riciclo!

CO2 ????????e H2O???????? : emissioni di anidride carbonica e risparmio idrico sono fattori alla base dell’ecosostenibilità.
Le produzioni che recuperano materiali sono senz’altro meno impattanti sull’ambiente rispetto alle produzioni tradizionali e RICICLI è da oltre 10anni che si impegna in questo.
Ti sei mai chiesta/o quanti litri di acqua vengono consumati per realizzare un cappotto?
Se 2700 sono i litri d’acqua utilizzati per l’intero ciclo produttivo di una semplice T-shirt,
ci siamo chiesti, noi di RICICLI, quanti NON ne utilizziamo per la realizzazione dei nostri prodotti dal momento che alla base della produzione vi è esclusivamente ciò che è già stato prodotto da altre aziende e che sarebbe destinato allo smaltimento.
E lo stesso quesito ce lo siamo posto anche per le emissioni di CO2.


Questa ricerca ci ha lasciato senza parole ma con ancora più voglia di gridare al mondo che RICICLI È DIFFERENTE.
Purtroppo l’industria tessile non solo è la 2° più inquinante (dopo la petrolifera) perché utilizza procedimenti ad alto impatto ambientale, con un grande spreco di energia, tanto inquinamento ma le fabbriche, trasferite per la maggior parte nei paesi in via di sviluppo dell’Asia, adottano standard sociali che lasciano molto a desiderare. Estrazione, lavorazione e commercio sono le fasi di produzione che accomunano diversi materiali tra cui il cotone che compone le nostre t-shirt. Il viaggio di questa materia prima, dal produttore al negozio, è molto lungo e costellato da un dispendio idrico folle: dalla raccolta nei campi alla lavorazione, che comprende processi come la cardatura, la filatura, la tessitura e il candeggio, la quantità media d’acqua che occorre per ottenere 1kg di tessuto finale è pari a 11.000 litri d’acqua.
Acqua che, considerando la sola composizione della pianta del cotone, proviene dall’irrigazione dei campi (45%), dalla pioggia evaporata durante la crescita della pianta (41%) e dai procedimenti legati alle acque reflue dovute all’utilizzo di fertilizzanti e prodotti chimici. Il cotone è infatti una monocoltura e richiede ingenti quantità di acqua (piovana o artificiale) che viene poi inquinata dai metodi di coltivazione tutt’altro che naturali.
Ma gli sprechi idrici non riguardano solo le magliette: lo stesso discorso vale ad esempio per il caffè (per una tazza occorrono 140 litri) o della carne rossa (per 1kg di manzo ne sono necessari 16 mila).
Ecco quindi l’importanza che ogni nostro gesto quotidiano sia più consapevole e possa contribuire davvero alla salute e alla salvaguardia del pianeta iniziando, come per esempio, non solo chiudere il rubinetto mentre ci spazzoliamo i denti ma scegliere capi di moda sostenibile in antitesi con prodotti della fast fashion* o addirittura riciclare i tuoi abiti per creare qualcosa di diverso che tu possa continuare a utilizzare e, credici,
RICICLI ti può dare una mano in questa pratica di allungamento della vita dei tuoi capi!

*Fast Fashion è la “moda veloce”, “usa e getta” che immette sul mercato di massa prodotti di design a prezzi relativamente bassi ed è causa di inquinamento, sia nella produzione di abiti che nello smaltimento dei tessuti sintetici, di lavorazione e contribuisce a creare condizioni di lavoro sfavorevoli nei paesi in via di sviluppo vedi il crollo del Rana Plaza di Savar in Bangladesh, nel 2013
Fonti: Sustainable Europe Research Institute-
Eleonora Cresci GREEN ME

10 ANNI di RICICLI

10 ANNI di RICICLI

Si sono appena conclusi i primi 10 anni di RICICLI.

Hai idea di quanti progetti, prototipi, “PORCA PALETTA!”, scelte, collaboratori, clienti e “GRAZIE” ci possano stare in 10anni? I presupposti sono ottimi per continuare a divulgare il rispetto per la natura, per le risorse, per le persone e per il “saper fare”. Sì, continueremo con i vostri input, alla ricerca di nuove collaborazioni, private e aziendali, in modo da allargare a macchia d’olio i nostri principi ecosostenibili sempre più radicati e attuali.
Come una pianta di rosmarino che cresce lentamente mettendo radici profonde.
Tra le scelte virtuose che abbiamo intrapreso nell’ultimo anno, e che desideriamo condividere con Te, c’è la sostituzione del nastro adesivo in plastica con quello in carta per la chiusura dei tuoi pacchi.(Gli scatoloni invece sono sempre stati di recupero fin dall’inizio della nostra avventura!). La carta è un materiale che rispecchia maggiormente la nostra indole ecosostenibile e forse non tutti sanno che lo scotch in plastica è il diavolo dei maceri perchè, se non viene separato dai cartoni e differenziato correttamente, va ad ostacolare il processo di macerazione e trasformazione della carta. Il costo dello scotch in carta è molto alto rispetto a quello in plastica comunemente utilizzato ma lo consideriamo un cambiamento urgente e necessario oltre che a un “investimento” per l’ambiente. Un’altra scelta ecologica è stata quella di creare le etichette dei nostri capi d’abbigliamento in un modo assolutamente inedito ed ecosostenibile. Infatti, per realizzarle abbiamo riutilizzato pezzi di camicia e altri sfridi della nostra lavorazione. Anche questa scelta comporta un certo dispendio sia energetico che di tempo e, credimi, sarebbe molto più sbrigativo ed economico acquistare le etichette in bobina dal grossista. Ma siamo convinti che adottare questi accorgimenti sia fondamentale per la nostra identità aziendale: il nostro lavoro, le nostre scelte rispecchiano al 100% il nostro stile di vita! Chi ci conosce sa esattamente che il nostro “MODUS VIVENDI” si fonda su dei principi che regolano il nostro “MODUS OPERANDI”
e il nostro lavoro, le nostre scelte parlano di noi, persone, di come siamo nella vita di tutti i giorni.
Chi vorrà approfondire la nostra conoscenza ha tutti gli strumenti per interagire con noi.
Siamo fieri di questa coerenza e felici di una corrispondenza così lineare e chiara tra ESSERE-FARE.
E questo è anche merito tuo che credi in noi e nella nostra mission, ecco perchè ti diciamo “GRAZIE”.
Ma vediamo in ambito produttivo cos’è successo in “casa Ricicli”.
Negli ultimi mesi abbiamo iniziato un progetto con un’azienda locale, proprio a pochi km dalla nostra sede di Forlì, che mira alla rivalutazione degli sfridi industriali. Ne siamo davvero molto fieri perchè è perfettamente allineato alla nostra mission e ci aiuterà a divulgare anche su larga scala il valore del recupero e, per citare la mia tesi del lontanissimo 1999, “Il Rifiuto come Risorsa”. Questo vuole essere un appello non solo per le piccole aziende che possono avere degli sfridi o rimanenze da rivalutare, ma anche per le industrie che ogni giorno chiudono in sacchi neri da smaltire chili e chili di materiale con un’enorme potenzialità. Ogni materiale si può riprogettare, ripensare e trasformare in un messaggio di ecosostenibilità, è proprio così, uno scarto di lavorazione, una volta che viene trasformato viene anche “nobilitato”, arricchito cioè di un quid, un valore aggiunto che parla della filosofia aziendale meglio di qualsiasi altra brochure/sito/canale.
Contiamo quindi ancora su di Te per diffondere col passaparola la nostra filosofia, il nostro impegno per la salvaguardia della Natura e di quei valori umani dei quali nessuno può fare a meno.
Buon Anno!

Quanta CO2 “costa” questa mail !!!!

Quanta CO2 “costa” questa mail !!!!

In effetti è da tantissimo tempo che non ti scriviamo e il motivo è proprio la tecnologia.

Abbiamo saputo che, dopo Cina, India e Usa , il web è il maggior produttore di anidride carbonica al mondo con emissioni che hanno raggiunto un miliardo e 850 milioni di TONNELLATE CUBICHE l’anno.
Evitare mails di ringraziamento contenenti un semplice “grazie” nel testo fa risparmiare 16mila tonnellate di CO2 l’anno e le ricerche su Google producono 12500 tonnellate di CO2 AL GIORNO!!

La controtendenza si traduce in ECOSIA https://www.ecosia.org/ , ovvero l’eco motore di ricerca che, per compensare le emissioni di CO2 del traffico digitale, pianta un albero ogni 45 ricerche effettuate dagli utenti e, ad oggi, è arrivato a piantarne già 65 milioni! Noi l’abbiamo già sostituito a GOOGLE con grande soddisfazione finora.
Parallelamente, ci sono tanti comportamenti che anche tu puoi comunque adottare per ridurre sensibilmente l’inquinamento del web come, per esempio:

-aggiornare regolarmente le app e i sistemi operativi

-gettare i dati che non servono

-non accettare tutti i cookie

Fanno sì che non solo i dispositivi lavorino meglio ma contribuiscono a ridurre la quantità di dati immessi in rete.

A fronte di questi dati sconcertanti ci verrebbe voglia di chiuderci in un eremo, circondato da caprette, tante api, coltivare ortaggi e ricorrere ai piccioni per inviarti la nostra newsletter, contrastando così questa “bulimia” digitale che ci stimola alla connessione 24h/24h.

Abbiamo scelto di scriverti meno spesso ma sappi che il nostro rapporto non cambia.

Il rapporto umano, la gentilezza, il rispetto per le cose, per la natura, le persone e per i nostri amici animali sono tutti valori che ci portiamo dentro e sono le motivazioni di tutte le nostre scelte. Di vita e professionali. Se ci hai già conosciuto di persona ormai lo sai bene e forse, in estate, avrai ricevuto anche i nostri rarissimi pomodorini direttamente dall’orto di fianco al lab, ma se ci stai conoscendo attraverso i social e questi testi, contiamo di fornirti un chiaro identikit di “chi siamo” e “come diffondiamo” messaggi di pratiche ecosostenibili.

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